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	<title>il blog di Renato Pigliacampo</title>
	<link>http://www.renatopigliacampo.it/public/blog</link>
	<description>Il  blog di un pofessore sordo, poeta, scrittore, saggista e attivista politico che lotta per il riscatto sociale dei sordi e audiolesi italiani</description>
	<pubDate>Tue, 15 May 2012 18:24:32 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>POLITICA ELETTIVA E&#8230; SORDITA&#8217;</title>
		<link>http://www.renatopigliacampo.it/public/blog/?p=401</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 18:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Itinerario di Silenzio</category>
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		<description><![CDATA[ 
«Io non parteggio per nessuno.  Mi oppongo a chi sragiona» (Abate Galiani, Chieti 1728-Napoli 1787).
 
 �
Nella Divina Commedia, Dante scrive: «Le leggi son, ma chi pon mano ad elle?» Con un solo verso, il sommo, ci dice che sì, le leggi ci sono, ma sono pochi coloro che le fanno rispettare o le trasformano in azioni per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><font size="3" face="Times New Roman" /><font size="3" face="Times New Roman"><strong><font face="Times New Roman" /></strong><strong><font face="Times New Roman">«Io non parteggio per nessuno.  Mi oppongo a chi sragiona» </font><font face="Times New Roman">(Abate Galiani, Chieti 1728-Napoli 1787).<br />
</font> </p>
<p></strong> <font face="Times New Roman">�<br />
</font><font face="Times New Roman">Nella <em>Divina Commedia</em>, Dante scrive: «<em>Le leggi son, ma chi pon mano ad elle</em>?» Con un solo verso, il sommo, ci dice che sì, le leggi ci sono, ma sono pochi coloro che le fanno rispettare o le trasformano in azioni per cittadini. </font></p>
<p><font face="Times New Roman"><br />
</font> <font face="Times New Roman">Parlare di politica, secondo le necessità della popolazione disabile, ci conduce, di fatto, a prendere in considerazione la disabilità di chi svolge politica attiva. </font></p>
<p><font face="Times New Roman"><br />
</font> <font face="Times New Roman">In questo intervento, dopo un excursus generale sulla politica, restringerò l’argomento prettamente sulla persona sorda o ipoacusica, che si propone “attore politico”, vale a dire sull’individuo che denuncia la pressione e gli impedimenti, culturali e psicologici, che ostacolano o limitano l’espletamento delle potenzialità psicointellettive  o l’evoluzione di una matura <em>democrazia.</em><br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p><strong><font face="Times New Roman">La Costituzione italiana dice…<br />
</font></strong><strong><font face="Times New Roman"> </font></strong><strong><font face="Times New Roman">L’Italia ha subito l’esperienza dolorosa della dittatura<strong>.  </strong>L’ex-capo dello Stato, Oscar Luigi Scàlfaro, che ha partecipato attivamente a scrivere la Carta, ha ammesso: «La Costituzione è forte.» Continuando poi, nell&#8217;intervista data al giornalista: «Lo Stato è la casa di tutti sulla quale nessuno può mettere il proprio marchio personale.» (cfr <em>Corriere della sera</em> del 4 febbraio 2008, p. 11). L’attuale Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, incalza (è): «Un grande quadro di riferimento unitario», «un patrimonio comune». La Costituzione italiana è ‘figlia’ della libertà. Ma non dice che ciascuno può fare ciò che gli pare. E’ ‘costruita’ (anche) sulla solidarietà per i meno fortunati, che non significa mantenere - vita natural durante – i perdigiorno. Oggi ci sono forze politiche che vorrebbero cambiare degli articoli della Costituzione. E’ pur vero che niente resta immutato perché la società continua il suo sviluppo socioculturale. </font></p>
<p></strong><font face="Times New Roman" /><font face="Times New Roman"><font face="Times New Roman">Ricordiamo che la Costituzione è la prima legge di un Paese, contiene tutti i suoi dati: e li caratterizza. Anni fa l’ex-capo dello Stato, Azeglio Campi, espresse l’idea, da molti condivisa: «Più che cambiata la Costituzione va rispettata.» </font></p>
<p><font face="Times New Roman" /><font face="Times New Roman"><font face="Times New Roman">La Politica dunque ruota attorno alla Costituzione con cui si «veste» un Paese. La democrazia – come la intendiamo noi – ha origine dall’interpretazione delle regole che favoriscono o meno la <em>partecipazione del cittadino</em>.<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p><strong><font face="Times New Roman">Che cos’è la  ‘reale’  e ‘matura’ democrazia…<br />
</font></strong><strong><font face="Times New Roman"> </font></strong><strong><font face="Times New Roman">La definizione «democrazia» lascia addébito a numerose interpretazioni. Molte volte chi la definisce agisce in modo opposto. Faccio un esempio. Mesi fa  (autunno 2010) è venuto in Italia, in visita ufficiale, il “dittatore” libico, Gheddafi. Tenne, sul tema «democrazia», una prolusione all’Università “La Sapienza” di Roma. Nella sostanza affermava che il compito del leader è… ascoltare tutti, poi agire come gli pare e… continuare ad essere e a fare il capo. Ma se in un Paese il leader non è stato scelto dal voto popolare, la democrazia è “ingessata”, non c’è ricambio. Ora ci sono Paesi antidemocratici: la Corea del Nord, per esempio, alcuni Paesi dell’ex-unione Sovietica, altri nel Continente africano e altri ancora nel Sud America…<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p></strong><font face="Times New Roman"><em>La libertà è madre e figlia della democrazia</em>. La domanda sulla quale portiamo l’attenzione e la riflessione è: come identificare l’uomo democratico, colui che può governarci senza rischi totalitari? Qui entriamo nel contesto dell’etica politica. E’ sufficiente convincersi di saper governare un Paese o un gruppo, come stiamo facendo, oppure ci sarà (forse) un metodo migliore? Spesso non basta la “buona volontà”, agire in “buona fede” per favorire lo sviluppo di processi democratici. <em>La democrazia si</em> <em>coniuga con la libertà <strong>se</strong> chi la esercita ha una mente aperta alla cultura</em>. La società di oggi non ha penuria di individui che sognano la democrazia, ma di politici colti - possiamo affermare di filosofi -  all’altezza di selezionare i propri collaboratori per coltivare, insieme alla gente, progetti di educazione democratica, dirigenti onesti nelle/delle Istituzioni. La complessità della società odierna chiama (e impone) al <em>leader</em> una selezione delle innumerevoli proposte che, l&#8217;esterno, vuota sul tavolo. Perché il politico scelga bene deve convincersi, egli stesso per primo, che la decisione presa sia utile e interessi <em>tutti </em>cittadini, non solo un gruppo di comodo, sarebbe fazioso, appunto “di parte/partito”, scelta umorale, talvolta degradante per la persona stessa che la compie. Ciò lo notiamo in alcuni Paesi di religione musulmana nei confronti della donna. Secondo Spinosa l’uomo deve svegliarsi dal sonno secolare per  pensare secondo le categorie della vita.<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p><strong><font face="Times New Roman">Il sordo è <em>parte </em>di una categoria?<br />
</font></strong><strong><font face="Times New Roman"> �<br />
</font></strong><font face="Times New Roman">Chi ha problemi uditivi (mi riferisco ai sordi e agli ipoacusici, a me affini per la disabilità) deve compiere uno sforzo di evoluzione culturale, in modo da poter presentare - alla società di maggioranza - la propria vita del &#8220;fare&#8221;, dell&#8217; &#8220;agire&#8221;, il suo essere insomma persona, secondo le Necessità. Se ciò non avverrà quanto prima, l’uomo sordo da <em>res cogintas</em> diverrà <em>asinus turpissimus</em>. Noi non possiamo permettere che la <em>res publica </em>(la cosa pubblica, lo Stato) venga governata o diretta esclusivamente da individui cosiddetti normali, per il semplice motivo – come nel nostro caso di persone sorde o ipoacusiche – che finiamo d&#8217;essere soggiogati da chi  ha la fortuna d’ascoltare le parole verbali e/o rispondere esclusivamente con le stesse, ossia il linguaggio verbale. </font></p>
<p><font face="Times New Roman" /><font face="Times New Roman"><font face="Times New Roman">Tutta la storia dei sordi è stata gestita, sempre, dagli udenti, disponendo – e dispongono ancora oggi, anzi più di ieri! -  la loro idea di educazione linguistica, edificando il tutto secondo il proprio comodo, probabilmente perché si sono accorti che i sordi bene istruiti, colti, una volta che si siano seduti al tavolo del «pasto acquisitivo»</font><a name="_ftnref1"></a><font face="Times New Roman">1 </font><font face="Times New Roman">potrebbero estrometterli dal comando.</font><a name="_ftnref2"></a><font face="Times New Roman">2</font><font face="Times New Roman"> Molti udenti battono la grancassa affermando che i sordi hanno bisogno di loro per manifestare le necessità alle istituzioni, nelle quali essi governano!    </font></p>
<p><font face="Times New Roman"><font face="Times New Roman" /></font><font face="Times New Roman"><font face="Times New Roman"><strong><font face="Times New Roman">Rovesciare il problema, per risolverlo: un Paese per tutti<br />
</font></strong><strong><font face="Times New Roman"> </font></strong><strong><font face="Times New Roman">Nel 1981 si celebrò a Roma la Conferenza internazionale sulla sordità, organizzata dalla Federazione Internazionale dei Sordi. La delegazione ufficiale, guidata dal segretario generale, Dr Cesare Magarotto e dal presidente Dr Drago Vinkotic, fu ricevuta dal Santo Padre Giovanni Paolo II, il quale pronunciò le profetiche parole, nel rispondere al ringraziamento del Dr Cesare Magarotto, ovvero disse il Papa: «…il vostro settore è quanto mai emblematico, tipico della preclusione a quella possibilità di vicendevole comunione, che è una delle massime qualifiche della persona umana. Ecco perché promuovere l’abilitazione e la riabilitazione sociale e umana dei sordi è un aspetto particolarmente encomiabile e benemerito dell’interessamento al prossimo (…). Spontaneo ricordare la lode rivolta a Gesù dalle folle di Palestina: “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti” (Marco, 7,37) (cfr <em>L’Osservatore romano</em> del 30 giugno 1981, pp. 1-2). Giovanni Paolo II aveva il dono di andare <em>oltre</em>, rispettando la persona. Noi sordi dobbiamo prendere atto di taluni insegnamenti per proporre i valori, non ovviamente quelli professati dalle «veline» o «meteorine»» o, peggio, dalle «escort» oggi tanto in voga, ma quelli del «Progetto dell’uomo solidale» che ricerca un modus vivendi per tutti  i cittadini, una verità, anche escatologica e utopistica, in uno  Stato bene organizzato. Perché il nemico della democrazia non è la dittatura, ma quel che conduce ad essa! I peggiori nemici della democrazia sono i cittadini apatici, l’indifferenza della gente alle regole, l’ignoranza, la superbia, l&#8217;invidia e il farsi manipolare dai marpioni (…). Socrate fu acerrimo critico della classe politica perché sottoponeva, chi auspicava raggiungere il potere, di esercitare il dialogo e, soprattutto, di dubitare sulle proprie capacità. Oggi costatiamo che sono pochi gli intellettuali che sanno professare una politica di opposizione. &#8220;Vendersi&#8221; al capo del governo, o stare al suo gioco, è meno faticoso che sfidarlo: e se lo stesso Premier governa i più importanti massmedia del Paese diventa molto difficile contrastarne il potere. </font></p>
<p></strong><font face="Times New Roman" /><font face="Times New Roman"><font face="Times New Roman">Ecco che la ragione è insufficiente per contrastare chi possiede capitali ed ha  supremazia sui <em>media.</em> L’Italia odierna non educa né favorisce i cittadini nello sviluppo democratico, per lo più assistiamo ad esercizi di demagogia, a retorica su tutto e tutti. Siamo spettatori di presunte verità &#8220;preparate&#8221; a tavolino per nuocere il concorrente o di emozioni astutamente manipolate dal potere (cfr il terremoto in Abruzzo).<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p><font face="Times New Roman" /></p>
<p><strong><font face="Times New Roman">Il nostro destino <em>politico</em> di sordi in questa societ�<br />
</font></strong><strong><font face="Times New Roman"> </font></strong><strong><font face="Times New Roman">Quando Cicerone vede decadere Roma imperiale se la prende con Catilina. Celeberrime le parole: «Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?» <em>Demos</em> infatti va inteso come totalità della popolazione, non come una parte (i poveri contrapposti ai ricchi). Noi sordi dobbiamo costituire una «comunità politica» che spieghi alla società di maggioranza la predisposizione di progetti per garantirci l’uguaglianza dei servizi. Noi siamo chiamati, nel/col nostro Ente, a programmare questi servizi differenti per partecipare alla gestione pubblica. Alcuni partiti di Stati europei hanno capito ciò ed hanno appoggiato, nelle loro Liste, l’elezione di parlamentari sordi o ipoacusici. L’Italia, a parte in qualche piccolo comune, i sordi non hanno voce nei partiti. La domanda spontanea che sorge è <em>perché</em>? Possiamo supporre che la gente comune non ci conosce abbastanza. Parliamo speso di lingua di segni, di identità e cultura sorda, ma in via di massima alla gran parte della gente sfugge a cosa ci riferiamo. Molti di noi sono a conoscenza che il leader politico della Lega Nord, Bossi, vuole introdurre nella scuola il dialetto. Ora, il discorso del <em>boom </em>politico della Lega, è (anche) etnolinguistico e culturale. I dirigenti hanno intuito che è il linguaggio a condizionare il pensiero. Per i dirigenti come Bossi è elementare affermare: parliamo padano per influenzare il pensiero a tutt’Italia! Noi sordi lottiamo da decenni per far riconoscere la LIS dal parlamento. Io e Pedrali, membri della Consulta del MIUR, troviamo continue resistenze perché la LIS entri nelle scuole italiane. Il governo ha intuito che, aprendo alla nostra proposta, avverrà una rivoluzione - non solo linguistica ma soprattutto culturale - ancor più efficace dell’introduzione del dialetto padano! Noi <em>Deaf</em> siamo rivoluzionari perché obblighiamo la maggioranza ad interrogarsi. Il no dei partiti, al sostegno dei candidati sordi, è negazione alla <em>completa</em> <em>democrazia.</em> I partiti dovrebbero essere i primi a rinnovarsi, nelle strutture e nel personale, affinché la democrazia effettivamente possa maturare! Se ciò non avviene è evidente che, i leader, non si prendono cura di tutti i cittadini, la democrazia è zoppa.<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p></strong><strong><font face="Times New Roman">E allora?<br />
</font></strong><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p><font face="Times New Roman">Le vicende degli educatori sordi ed insegnanti  – Basso, Minoja, Carbonieri – che in passato hanno subito, nelle istituzioni scolastiche incomprensioni,  nell’accoglienza della lingua visuomanuale protrattesi sino ad oggi, devono finire. Se vogliamo far politica, partecipando attivamente alle elezioni, dobbiamo alimentare, con proposte concrete, <em>come partecipare</em> «noi» nel gruppo delle persone udenti. Se un partito accoglie un sordo nelle sue file ha il dovere di fornirgli strutture e personale per metterlo nella condizione di partecipare attivamente e non essere solo un mero strumento di portatore d’acqua per sospingere i candidati udenti! Noi sordi possiamo anche pensare ad una scelta politica tutta nostra, se i partiti ufficiali continueranno ad ignorarci. Possiamo creare un Movimento nazionale, guidato dai nostri elementi più agguerriti. Ma siamo consci che l’astuzia dei dirigenti dei partiti – come è successo in passato – finirà per spezzare l’unità dei sordi in politica: e ancora una volta, caduti nella trappola, resteremo con un pugno di mosche in mano. Qualcuno di voi mi ricorda che i nostri simili dei paesi del Belgio, dell’Austria, della Repubblica ceca eccetera sono riusciti a “farsi ascoltare” dai leaders dei partiti dei propri Paesi. Ne sono a conoscenza, e ammeto che hanno avuto più fortuna di noi, trattando con politici che professano veramente valori solidali e democratici. Secondo il giornalista-scrittore Indro Montanelli, le caratteristiche del buon politico è “la consapevolezza dei propri mezzi”, cioè compiere scelte valutando se, politicamente, conviene o no, anche per il raggiungimento di  “una giusta causa”.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"><br />
</font> <font face="Times New Roman">Nel concludere questa relazione sono convinto che la <em>democrazia</em> possa essere misurata nella capacità dei partiti di rendere partecipi tutti quei cittadini che stanno sulla .</font></p>
<p><font face="Times New Roman" /><font face="Times New Roman"><font face="Times New Roman">Il grande scrittore argentino, Borges, ammetteva che di politica – per vivere tranquillo – se ne era occupato il meno possibile. Noi non possiamo farlo. Siamo chiamati in prima fila, specialmente in questo periodo difficile, quando astuti manipolatori della verità, tramite massmedia verbali e scritti, creano opportunistiche o false necessità per persone che non ne hanno bisogno. Riconosco che la democrazia, secondo la felice espressione del filosofo inglese Bertrand. Russell, è stata inventata come strumento per conciliare il <em>potere</em> con la <em>libertà.</em> Oggi, nel nostro Paese, i sordi non sono liberi perché il «carcere» è già insito nella loro disabilità sensoriale. Pertanto hanno bisogno, più che mai, di utilizzare  le potenzialità   psicointellettive dei propri elementi migliori del «gruppo del Silenzio» per incidere sui due rami del parlamento, sull’evoluzione democratica.<br />
</font><font face="Times New Roman">Voglio concludere – e ciascuno di voi collegherà l’opinione secondo le proprie esperienze e conoscenze – con definizioni che mi sono rimaste impresse dalle mie letture politiche:<br />
</font><font face="Times New Roman">«Tutti i governi sono guidati dai bugiardi.» (Isidor F. Stone, giornalista statunitense).</font></p>
<p><font face="Times New Roman"><br />
</font> <font face="Times New Roman">«La tragedia delle democrazie moderne è che non sono ancora riuscite a realizzare la democrazia. (J. Maritain, filosofo cattolico francese).</font></p>
<p><font face="Times New Roman"><br />
</font> <font face="Times New Roman">«La pazienza dei popoli è la mangiatoia dei tiranni.» (Emilio De Marchi, scrittore).</font></p>
<p><font face="Times New Roman"><br />
</font> <font face="Times New Roman">«La vera prova della democrazia sta nel rispetto per l’opinione della minoranza.» (Ellery Sedgwic, giornalista del <em>Jersey Journal</em>).</font></p>
<p><font face="Times New Roman"><br />
</font> <font face="Times New Roman">«Il governo è il governo del popolo e opera del popolo.» (J.J. Rousseau, filosofo svizzero, famoso per il libro <em>Il contratto sociale</em>).<br />
</font><font size="3" face="Times New Roman"> </font></p>
<p><strong><font face="Times New Roman">Note<br />
</font></strong><font face="Times New Roman">1 Con riferimento ai sordi bene istruiti che, appropriatisi dei processi socioculturali della società di maggioranza, possono anche   sostituirli al potere, anzi  capaci di migliorarne la gestione.<br />
</font><font face="Times New Roman">2 Fa testo la protesta dei sordi dell’Università “Gallaudet” di Waushington , allorché sostennero, a parità di titoli, l’elezione a rettore di un sordo che sapeva dialogare direttamente con loro in lingua dei segni americana (l’Aslan), piuttosto che ricorrere   all’interprete come soleva fare il precedente rettore.<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
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<p><strong><font face="Times New Roman">Scaletta e sunti della relazione<br />
</font></strong><strong><font face="Times New Roman"> </font></strong><strong> </strong><font face="Times New Roman"><strong>*Nella Divina Commedia cè un v. di Dante che fa  riflette. Il divino poeta annuncia:</strong> : «<em>Le leggi son, ma chi pon mano ad elle</em>?»<br />
</font><strong><font face="Times New Roman"> </font></strong><strong><font face="Times New Roman"><strong> * La Costituzione italiana e i  presidenti</strong>: <em>Scàlfaro-Ciampi-Napolitano</em>…<br />
</font><font face="Times New Roman">Scàlfaro: «Lo Stato è la casa di tutti sulla quale nessuno può mettere il proprio marchio personale.»<br />
</font><font face="Times New Roman">Ciampi: «Più che cambiata la Costituzione va rispettata».�<br />
</font><font face="Times New Roman">Napolitano: «Un grande quadro di riferimento unitario»; «un patrimonio comune»<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p></strong><strong><font face="Times New Roman">*  La reale e matura democrazia.<br />
</font></strong><strong><font face="Times New Roman">*  Il sordo è  (parte) di una categoria?<br />
</font></strong><font face="Times New Roman"><strong>* Rivedere il processo politico dal punto di vista solidale</strong>. “Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti” (Marco, 7,37)<br />
</font><strong><font face="Times New Roman">*  Il nostro destino <em>politico</em> di sordi in questa società.<br />
</font></strong><strong><font face="Times New Roman"> </font></strong><strong><font face="Times New Roman"><strong>*</strong>Se vogliamo fare politica partecipando alle elezioni dobbiamo alimentare, con proposte concrete, <em>come partecipare</em> noi nel gruppo delle persone udenti. Se un partito iscrive un sordo nelle sue file ha il dovere di fornirgli strutture e personale per metterlo in una situazione di partecipazione attiva, non essere solo un mero strumento di portatori d’acqua, per sospingere gli udenti. Noi sordi possiamo anche pensare ad una scelta politica tutta nostra se i partiti ufficiali continueranno ad ignorarci. Possiamo creare un Movimento nazionale, guidato dai nostri elementi più agguerriti. Ma siamo consci che l’astuzia dei dirigenti dei partiti – come è successo in passato – finirà per spezzare l’unità dei sordi in politica: e ancora una volta caduti nella trappola, resteremo con un pugno di mosche in mano. Qualcuno di voi mi ricorda che i nostri simili dei paesi del Belgio, della Grecia dell’Austria, della Repubblica ceca ci sono riusciti a “farsi ascoltare” dai leaders dei partiti dei loro Paesi.<br />
</font><font face="Times New Roman">�<br />
</font>·        <font face="Times New Roman">«Tutti i governi sono guidati dai bugiardi.» (Isidor F. Stone, <em>giornalista statunitense</em>).<br />
</font>·        <font face="Times New Roman">«La tragedia delle democrazie moderne è che non sono ancora riuscite a realizzare la democrazia. (J. Maritain, <em>filosofo cattolico francese</em>).<br />
</font>·        <font face="Times New Roman">«La pazienza dei popoli è la mangiatoia dei tiranni.» (Emilio De Marchi, <em>scrittore</em>).<br />
</font>·        <font face="Times New Roman">«La vera prova della democrazia sta nel rispetto per l’opinione della minoranza.» (Ellery Sedgwic, <em>giornalista </em>del <em>Jersey Journal</em>).<br />
</font>·        <font face="Times New Roman">«Il governo è il governo del popolo e opera del popolo.» (J.J. Rousseau, filosofo svizzero, noto per il libro <em>Il contratto sociale</em>).<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p></strong>·        ·        ·        ·        ·       <font face="Times New Roman" /></p>
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<div id="ftn1"><a name="_ftn1"></a><font size="2" face="Times New Roman">1</font><font face="Times New Roman"><font size="2"> </font>Con riferimento sociologico della conoscenza di problematiche che li riguardano direttamente (cfr Renato Pigliacampo, <em>Lo Stato e la diversità, </em>Armando, Roma<em>  </em>1983).<br />
</font></div>
<div id="ftn2"><a name="_ftn2"></a><font face="Times New Roman">2</font><font face="Times New Roman"> Fa testo la protesta dei sordi dell’Università americana “Gallaudet” nei confronti del rettore udente, sostenendo la scelta, a pari titoli ma capace di dialogare con gli studenti nella lingua dei segni  (l’Aslan), il candidato sordo<font size="2">.</font></font></div>
</div>
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</p>
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		<title>IL CORPO DIALOGANTE</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Itinerario di Silenzio</category>
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		<description><![CDATA[(16.01991)  Dal 29 luglio al 3 agosto dell’anno scorso, ho partecipato ad un congresso internazionale sull&#8217;istruzione ed educazione dei sordi, a Rochester (USA) in cui,  nella sala, migliaia di mani  si levavano vivaci dalla platea impadronendosi dello spazio neutro circostante o di aree segniche del corpo per comunicare un messaggio al Deaf venuto da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman">(<em>16</em>.<em>01991</em>)  Dal 29 luglio al 3 agosto dell’anno scorso, ho partecipato ad un congresso internazionale sull&#8217;istruzione ed educazione dei sordi, a Rochester (USA) in cui,  nella sala, migliaia di mani  si levavano vivaci dalla platea impadronendosi dello spazio neutro circostante o di aree segniche del corpo per comunicare un messaggio al <em>Deaf</em> venuto da un Paese lontano. E sebbene la lingua dei segni sia diversa da un Paese all’altro - proprio per il fatto d&#8217;essere lingua - sono stato testimone di  “colloqui“, grazie alla capacità che ciascun sordo aveva (o possiede) nell’interpretare la semiotica corporea. Siamo testimoni, in queste occasioni, nel sordo di una elasticità mentale che sbalordisce, facendoci intuire e riflettere che, se il segno fosse adottato sin  dall&#8217;infanzia, esso permetterebbe di individuare i significati iconici con cui, l&#8217;emozione, si manifesta in lui, nella cultura e lingua  diverse; difatto esporre i bambini sordi alla lingua dei segni non potrà che favorire il trionfo del «corpo dialogante».<br />
</font><font face="Times New Roman"> </font>
</p>
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		<title>il blog di Renato Pigliacampo › Crea un Nuovo Articolo — WordPress</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Itinerario di Silenzio</category>
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		<title>il blog di Renato Pigliacampo › Crea un Nuovo Articolo — WordPress</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Itinerario di Silenzio</category>
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		<title>La LIS che non viene insegnata nelle Scuole&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 22:36:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Itinerario di Silenzio</category>
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		<description><![CDATA[ (09.05.2012) Non c&#8217;è dubbio che la LIS (Lingua dei Segni Italiana) è una lingua vera e propria (cfr Noam Chomsky, Tullio De Mauro ecc.). Ma perché sia conosciuta ed utilizzata, bisogna insegnarla come lingua ai bambini sordi e ai bambini udenti che vogliono apprenderla. E&#8217; una chance che permette di aprire una finestra sul mondo: letteralmente, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (<strong>09.05.2012</strong>) Non c&#8217;è dubbio che la LIS (Lingua dei Segni Italiana) è una lingua vera e propria (cfr Noam Chomsky, Tullio De Mauro ecc.). Ma perché sia conosciuta ed utilizzata, bisogna insegnarla come lingua ai bambini sordi e ai bambini udenti che vogliono apprenderla. E&#8217; una <em>chance</em> che permette di aprire una finestra sul mondo: letteralmente, si può dire, &#8216;apre gli occhi ai ciechi&#8217; vedenti. Le interpreti (cfr Dennis Cokel, <em>Il processo di interpretazione</em>. <em>Un</em> <em>modello</em> <em>sociolinguistico,</em> Edizioni Kappa, Roma 2002; Valeria Buonomo, Pietro Celo, <em>L&#8217;interprete di lingua dei segni italiana,</em> Hoepli, Milano 2010) dovrebbero tradurre, come  alcune effettivamente fanno, direttamente dal visuomanuale al verbale; accade, invece, vedersi chiedere - dall&#8217;interprete visuomanuale di un Convegno -  la «visione del segno, in modo che ella possa &#8216;tradurlo&#8217; come è conosciuto in <em>loco</em> perché, in Italia, la &#8220;traduzione&#8221; varia molto dal Nord al Sud. Questa diversità di apprendimento della LIS, sfociando  spesso in idiomi segnici locali o addirittura parentali, di fatto genera incertezza per l&#8217;interprete che si avvicini a questa professione. Le critiche non sono nuove: è consuetudine notare, nei Convegni, le lagnanze di chi vede la LIS come fumo negli occhi, proprio criticando  questa mancanza di &#8220;lingua nazionale&#8221;. Le diatribe sortiscono dalla carente o nulla  formazione né, questa lingua visiva cinestetica, è  proposta nella Scuola. Un anno fa, dei giovani sordi, hanno protestato per giorni davanti alla sede della Camera dei Deputati, con  cartelli su cui spiccava «LIS subito!». Trascorsero settimane e, furbo il  governo, la protesta è rientrata anche perché - nell&#8217;associazione più numerosa dei sordi d&#8217;Italia - sono cambiati il presidente nazionale e il consiglio direttivo, alcuni di loro competenti. Cosicché, sebbene la  ^ Commissione dl Senato avesse approvato la proposta di legge, alla fine tutto è naufragato.</p>
<p>�
</p>
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		<title>Educazione e istruzioni dei sordi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 21:50:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Itinerario di Silenzio</category>
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		<description><![CDATA[

(20.08.1980) Le imbecillità che circondano l&#8217;educazione dei sordi sono tante e contraddittorie da invogliare gli adulti sordi, di valida cultura, a guardare con disincantata meraviglia che, tale missione educativa, sia affidata proprio a persone che si attribuiscono «normali»!


(20.10.1980) La comunità dei sordi mi ha insegnato moltissimo. Non posso accostarmi ad essa senza dirle grazie. Chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'" /><span style="font-family: Arial; font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></p>
<p /></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial; font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><em>(20.08.1980</em>) Le imbecillità che circondano l&#8217;educazione dei sordi sono tante e contraddittorie da invogliare gli adulti sordi, di valida cultura, a guardare con disincantata meraviglia che, tale missione educativa, sia affidata proprio a persone che si attribuiscono «normali»!</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'" /><span style="font-family: Arial; font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></p>
<p /></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0cm 2cm 0pt 0cm" class="MsoNormal"><span style="font-family: Arial; font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"><em>(20.10.1980</em>) La comunità dei sordi mi ha insegnato moltissimo. Non posso accostarmi ad essa senza dirle grazie. Chi non vuol vedere, chi non vuole ascoltare difficilmente scoprirà il nuovo e il profondo nella/della cultura, nell&#8217;arte, nella forza di emancipazione dei sordi; in fondo come potrebbe se tutto, in loro, è verbalismo e tecnicismo? Oh non si avvede che il Silenzio è l&#8217;ultima àncora di salvezza?</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'" /><span style="font-family: Arial; font-size: 14pt; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'"></p>
<p /></span>
</p>
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		<title>Potenzialità del bambino sordo nello sviluppo intrinseco al suo silenzio</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 11:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Itinerario di Silenzio</category>
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		<description><![CDATA[ (7.05.2012) La principale questione di un pedagogista, che si occupa di bambini con problemi uditivi, non è né dovrebbe esere gareggiare con un collega che ha fama d&#8217;essere «bravo», bensì studiare quanto più potrà il bambino cosiddetto «normale», per trarne idea, alla fine, che il bambino per il quale opera od ha in carico è «più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> (<em>7.05.2012</em>) La principale questione di un pedagogista, che si occupa di bambini con problemi uditivi, non è né dovrebbe esere gareggiare con un collega che ha fama d&#8217;essere «bravo», bensì studiare quanto più potrà il bambino cosiddetto «normale», per trarne idea, alla fine, che il bambino per il quale opera od ha in carico è «più normale» del coetaneo che persegue il modello, abusato, d&#8217;uguaglianza agli udenti. Pertanto è suo dovere valorizzare e/o rendere accogliente, da parte dei genitori e di tutta la comunità, quel che è dedotto «meno» e che, al contrario, è qualcosa di straordinario nei processi di apprendimento e di sviluppo delle potenzialità psicocognitive <em>diversificate.</em></p>
<p>E&#8217; una riflessione che consiglio agli operatori in crisi del proprio lavoro, ai docenti che notano lacune didattiche nell&#8217;alunno, ai genitori che lamentano scarsa iniziativa autonoma di produrre comunicazione verbale (&#8230;). Dobbiamo  renderci conto, dubitare insomma, che il bambino disabile nasconde valori che, perlopiù, non siamo sufficientemente preparati per inoltrarci nelle aree visive e cinesiche. Focalizzando meglio la problematica dobbiamo  dire: il bambino sordo o ipoacusico è migliore del coetaneo psittacistico perché è originale (L.S. Vygotskij, 1936). Siamo noi pedagogisti e psicologici a non analizzare l&#8217;esperienza dello sviluppo psicolinguistico e cognitivo su parametri positivi! Allora perché modellare il bambino ipoacusico sul coetaneo udente se siamo ignoranti di conoscere le sue potenzialità nel/del silenzio?
</p>
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		<title>&#8230;Il GRILLO PARLANTE E I SIMILI&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Senza Categoria</category>
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		<description><![CDATA[Il DIARIO elettorale di un &#8217;sordo candidato&#8217; si è spostato sul Blog, che troverete su &#8220;Senza Categoria&#8221;.
Questo è il punto 4.
Alla gente comune frega poco o niente della politica - di questa politica chiarisco!
Sono stato a Piazza XX Settembre di Civitanova Marche, gremita di quasi 3.000 persone plaudenti al comico/politico Grillo, circondato dai candidati comunali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>DIARIO</strong> elettorale di un &#8217;sordo candidato&#8217; si è spostato sul Blog, che troverete su &#8220;Senza Categoria&#8221;.</p>
<p>Questo è il punto <strong>4</strong>.</p>
<p>Alla gente comune frega poco o niente della politica - di questa politica chiarisco!</p>
<p>Sono stato a Piazza XX Settembre di Civitanova Marche, gremita di quasi 3.000 persone plaudenti al comico/politico Grillo, circondato dai candidati comunali della sua Lista. Non metto in dubbio le capacità (demagogiche) di Beppe Grillo; sa persuadere l&#8217;ascoltatore comune, quello italiano in primis, che di rado va oltre le questioni quotidiane della vita: problemi d&#8217;economia domestica, del lavoro carente o mancante per mantenera la famiglia in modo dignitoo eccetera. Sono problemi <em>fondamentali</em>! Ma la persona di oggi, di strada, si incavola di brutto reagendo con definizioni estreme: «Via i politicanti!» Evviva dunque &#8220;il&#8221; Grillo. I &#8220;grillini&#8221; gioiscono senza avvedersi che - bisogna affermarlo - stanno percorrendo la  strada bossiana. Hanno una proposta programmatica  &#8220;i grillini&#8221;? La comunità d&#8217;oggi è complessa: e Grillo, menestrello dell&#8217;ultima ora, riconoscerà che i &#8220;menestrelli d&#8217;oggi&#8221; agiscono in modo differente dai colleghi medioevali che rispondevano alle esigenze del signore del luogo!</p>
<p>E&#8217; pur vero che la complessità dei Gruppi induce a risposte adeguate, che possono pervenire dai protagonisti. Ma fra i candidati della Lista del comune di Civitanova Marche dei &#8220;grillini&#8221; sono presenti elementi che abbraccino tutti i settori produttivi e sociali? Ho qualche dubbio. Vi porto un esempio esplicito, che ho sollevato io stesso al raduno «grillinesco» ad un partecipante, di fianco: &#8220;Ci sono qui, nel loro handicap invisibile (la sordità), i miei amici che vorrebbero capire. Il Grillo che si propone nella democrazia estesa a tutti i cittadini, scorda la nostra presenza né chi ha organizzato tale  &#8217;spettacolo elettorale&#8217; se ne preoccupi più di tanto (&#8230;). Di fatto è «veccchi politica» demagogica, là dove dovrebbe essere rinnovamento <em>in toto</em>!. Sarebbe stato più efficce che, accanto i candidati - perlopiù tutti normali (sic) - ci fossero rappresentanti delle &#8220;diversità&#8221; o status.</p>
<p>Sono convinto che tutti i partecipanti fossero lì per indispettire i &#8220;grandi partiti&#8221;. Ma cosa vuol dire &#8220;indispettire&#8221; se non si è all&#8217;altezza di programmare/servire una comunità che risponda ai bisogni di <em>tutti</em> i cittadini? Con chi si propongono &#8220;i grillini&#8221; se vinceranno? Sono convinto quanto loro sulla vecchia politica che, nella nostra Civitanova Marche, ha le facce di Costamagna (che pretende il riciclo!) dopo essere stato con Craxi; di Silenzi (che si allena a galleggiare); di Brini (abile tessitore di tutte le tessere che sa smerciare a chi gli capita a tiro, o il suo paterno  <em>volemese bene</em>, tipica psicologia politica  di Bar amicali); di Mobili, sindaco uscente, che ha scoperto la politica all&#8217;ospedale curando i politici amici o, come Marinelli, ottimo medico di base che, con astuzia, s&#8217;è creato un Gruppo proprio in Regione,  perché gli era inviso Berluconi, intascando tutte le prebende regionali, dovute ai Gruppi autonomi (..) </p>
<p>Possiao continuare.</p>
<p>La politica va edificata con la cultura, che  scaturisce dall&#8217;esperienza, o del vissuto con i protagonisti. Io ho l&#8217;onestà d&#8217;essere critico anche (e soprattutto) col mio  Partito, al quale riconosco un poco - dico un poco! - ma non a sufficienza per rendere partecipe il cittadino disabile! ADP lo sa bene. Se lui fa un &#8216;contratto&#8217; con me, vale a dire io prendo la &#8220;tessera&#8221;, ha il dovere di fornirmi i servizi perché io partecipi, attivamente, al suo Partito e non starmene a fare la bella statuina quando ci sono le riunioni, oppure andarmene ad imbucare &#8220;santini&#8221; nel rione. </p>
<p>E&#8217; esplicito? Quanti sono quei Partiti, con i loro leader vanitosi che, pur prendendo milioni di euro, gli stessi soldi siano messi per favorire la partecipazione?</p>
<p>Qui in Italia abbiamo le Minetti, le Santaché e le tante altre che auspicano ad entrare nel &#8220;Listino&#8221;, ma prima - qualche leader le sollecita a &#8216;passare&#8217; nelle camere (!) di ben altro tipo. Che oggi si grida &#8220;votiamo i grillini perché cacceranno i ladri!&#8221;, si dimentica che è il linguaggio bossiano di &#8220;Roma ladrona!&#8221;, non valutando i &#8220;ladri di casa nostra (ossia nascosti nella padania!&#8221;</p>
<p>La politica è semplicissima e pesantissima per gli onesti: i ladri sono in casa di chi non  ha predisposto le contromisure per cacciarli perché complice! Un altro abbaglio è che l&#8217;elettore comune e/o ingenuo creda che chi è famoso sia per forza onesto (&#8230;). Invece bisogna valutare il candidato per quel che ha fatto o sta facendo nella vita, quali vantaggi ha portato alla comunità e <em>come pensa sarebbe la sua vita senza politica</em>! Se non ci poniamo queste domande/limite saremo sempre abbindolati dai «Belsito», dai «Liuse», dai «Lavitola» e così via. Il leader che pensa solo alla sua &#8220;parte&#8221; (partito) candiderà il Trota, la Minetti e tutti &#8220;quelli lì&#8221; che conducono gli elettori onesti all&#8217;antipolitica.</p>
<p> </p>
<p>�
</p>
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		<title>La democrazia di Don Giorgio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 09:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Itinerario di Silenzio</category>
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		<description><![CDATA[Don Giorgio Zaghi, evidente dalle sue interviste ai quotidiani, non ha pensato che Dio accoglie alla sua mensa solo tutti gli intelligenti  che sappiano bene  interpretare che l&#8217;osta è carne trasfigurata ma anche gli &#8216;altri&#8217; che non hanno un sostegno teologo o mentale per &#8220;capire&#8221;; considerando che il parroco della chiesa dell&#8217;Immacolata Concezione, a Porto Garibaldi, nel Comacchio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Don Giorgio Zaghi, evidente dalle sue interviste ai quotidiani, non ha pensato che Dio accoglie alla sua mensa solo <em>tutti gli intelligenti </em> che sappiano bene  interpretare che l&#8217;osta è carne trasfigurata ma anche gli &#8216;altri&#8217; che non hanno un sostegno teologo o mentale per &#8220;capire&#8221;; considerando che il parroco della chiesa dell&#8217;Immacolata Concezione, a Porto Garibaldi, nel Comacchio, ha escluso dalla prima  comunione un ragazzo con deficit intellettivo che «non distingue il pane dall&#8217;ostia». Questo giudizio dimostra, ancora una volta, una limitata carenza della conoscenza psicointellettiva e sociale delle persone con deficit di ogni genere.</p>
<p>Un tempo i &#8220;sordomuti&#8221;, come venivano indicati, pensavano che non fossero in grado di accedere all&#8217;astrazione. Infatti, le brave suorine, antesegnane delle logopedite d&#8217;oggi, delle «scuole speciali» passavano ore ed ore ad &#8220;insegnare a parlare ai sordomuti&#8221;. Il motivo dipendeva dal fatto che, quando gli stessi si confessavano, il prete doveva decodificarne  le parole, altrimenti non potevano assolverli. Pertanto era priorità che i sordi imparassero a parlare bene, per assicurarsi il Paradiso! Battaglia primaria del fondatore dell&#8217;oralismo italiano: Mons. Giulio Tarra. Per decenni, nel nostro paese, si scordò di considerare i processi mentali dei sordi per la forma <em>tout-court.</em></p>
<p>Si può obiettare, al parroco di Porto Garibaldi che, ai tempi della Messa in latino,  decine e decine di vecchine, davano risposte psittacistiche (a pappagallo), senza conoscere un&#8217;acca delle parole latine pronunciate.</p>
<p>Nelle quetione religiose ci vuole buon senso!</p>
<p>Qual è la riflessione che traiamo da questo evento di cronaca di un ecclesiastico? Che l&#8217;Italia non ha, nelle sue  istutizioni, comprese quelle religiose, persone qualificate per entrare nella <em>mente</em> e nel <em>cuore</em>  dei soggetti problematici. C&#8217;è necessità di personale qualificato che sortisca dai corsi specifici. Lo Stato italiano, i comuni, non intervengono perché la formazione costa.</p>
<p>Una neo emarginazione di persone sta comparendo attorno a noi. E senza i servizi idonei la democrazia non sarà mai tale!</p>
<p>�
</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il voto: da «Trota» a&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 09:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Pigliacampo</dc:creator>
		
	<category>Senza Categoria</category>
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		<description><![CDATA[La gente dice: «Tutti i politici sono ladri e imbroglioni!». E&#8217; stufa. Non crede più alla politica. Non la sopporta. Ebbene, se mettiamo da parte la politica del voto soggettivo, ci sono due alternative: l&#8217;anarchia e la dittatura.
La prima si riferisce alla mancanza di governo, cioè un popolo che non ha più autorità per essere arbitro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La gente dice: «Tutti i politici sono ladri e imbroglioni!». E&#8217; stufa. Non crede più alla politica. Non la sopporta. Ebbene, se mettiamo da parte la politica del voto soggettivo, ci sono due alternative: l&#8217;<em>anarchia</em> e la <em>dittatura</em>.</p>
<p>La prima si riferisce alla mancanza di governo, cioè un popolo che non ha più autorità per essere arbitro tra gli antagonisti politici. Un esempio esplicativo: Rosso, Bianco, Verde eccetera. Ma gli antagonisti non sono solo tra i partiti; ci sono antagonisti economici e sociali. Si crea, di fatto, uno Stato di confusione.</p>
<p>La seconda si riferisce al Governo assoluto, che può essere monocratico o collegiale. Quando è assoluto governa/comanda una sola pesona. Si pensi al Re Sole che urla: «Lo Stato sono io!» Ma la dittatura, nel corso della storia, si è appoggiata ad un Gruppo o comunità. Ecco che abbiamo la «dittatura del proletariato», vale a dire degli operai e dei contadini. La definizione compare con Marx. Significa che le classi lavoratrici degli operai e dei contadini si arrogano il diritto di reggere lo Stato, privando dalla direzione le vecchie classi sfruttatrici: la borghesia e la nobiltà. La dittatura del proletariato fu forte dal 1917 (v. Lenin) e negli anni susseguenti nelle Repubbliche russe.</p>
<p>Sono flash indicativi per farsi un&#8217;idea. Oggi non soggiaciamo a dittatura ma ad un intricato governo «costruito» a tavolino (v. tecnici) a seconda delle momentanee necessità socioeconomiche. Sono governi di emergenza.</p>
<p>E&#8217; un Governo democratico? Un popolo, per essere libero, è artefice di scelta di persone che vuole inviare a governare. Si possono fare parecchi esempi di questa nostra comunità plurale. I leader dei partiti moderni sono chiamati a scegliere, con intelligenza ed equilibrio etico, i rappresentanti capaci. Spesso vigilano poco su questo, o sono distratti, oppure - per i contributi statali che il partito riceve - distolgono i fondi e/o si «sporcano le mani». La democrazia, vano ricordarlo, significa governo del popolo e, alla fine, finisce (quasi) sempre per  divenire «governo di parte», di interessi di una comunità ristretta o di un gruppo parentale/amicale al potere, talvolta di affaristi e/o imbroglioni.</p>
<p>Ecco sortire, dalla tombola delle elezioni, politiche e amministrative locali un&#8230; Trota (soprannome del figlio di Bossi, ex-segretario del Carroccio), di una Menniti (igienista di Berlusconi imposta nel Consiglio della Lombardia) e tanti altri eletti dappoco che conosciamo dalla cronaca di ogni giorno, per il loro malaffare amministrativo nel panorama politico del notro Paese.</p>
<p>Allora che fare? A mio parere bisogna votare «diverso». Che vuol dire? Dare opportunità a candidati che, sino ad oggi, sono stati esclusi o non sufficientemente considerati. Vero che ci sono partiti che li presentano in Lista, ma essi stessi, ne hanno perplessità perché ne temono il diverso modo di far politica, col timore di non poterli gestire. La disabilità, presente in certi candidati - per taluni segretari di partito - è considerata trasgressione, con difficoltà di conciliare la comunità elettrice normale e la ristretta comunità dei disabili che necessita bisogni speciali. Tutti i Partiti temono una rivoluzione del nuovo che ha genesi proprio da elementi equilibrati che valutano la propria «diversità» come <em>chances</em> in più per migliorare la comunità <em>per tutti</em>.
</p>
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