Archive for the 'Poesia' Category

La diplomazia di mia madre

Mercoledì, Agosto 18th, 2010

Quest’amore così disperato

inconcludente nell’affetto

furia di sensi tracimanti

in Lido Bello di Potentia

che mi condusse al Vate del Piacere

(terra d’Abruzzo nella ferità

vissuta in case oscillanti: e pur io

esiliato dal mio borgo natio

ritrovarmi in porti della costa

senza che alcuno porga richiamo)

Scrivo versi per la trama di attori.

Ma il palco è stipato di politici

ne sento odore di menzogna.

Vorrei sfuggire da ogni lusinga:

mia madre mi fece generoso,

la rimprovero perché mai

mi portò a scuola di diplomazia.

 

Il politico presuntuoso eletto in Parlamento

Lunedì, Aprile 5th, 2010

Noi che affermiamo d’essere specie umana
non ci avvediamo dell’egoismo quotidiano
innestante «tutti siamo eguali»;
invece c’è sempre taluno superiore
che ci spaventa col suo saper fare
per questo lo chiudiamo nel recinto;
stufo, l’Italia talvolta lascia:
intelligenza esiliata in stranieri siti
a fatica la lingua colà biascica:
negligente fu la patria
formica misconosciuta, vaga.
(…)
Giustificarsi non serve, politico.
Sei quacchero, zero.
Quel che fa piangere il cuore
è che non avverti la tua sventura;
dallo scranno d’eletto a Montecitorio
articoli vuote parole.
Non hai appreso dai saggi qui passati
che tacere è sinonimo d’intelligenza.

FINE DI UNA STORIA

Martedì, Febbraio 9th, 2010

E’  facile capire
                        nel gesto d’amore messaggi
che sorgono dall’anima
estendendosi nell’universo della ragione.
Non più contano per lei le parole.
La complicità annida nella carezza
baci, nell’amplesso unisce e vince
l’atavica ritrosia di restare autistico.
Oh mistero d’amore che lega cielo e terra!
Mi ritengo negato per amare
chi affiora dalle onde del mare
e nei quotidiani giorni mi si dona.
Ma io sono senza speranza di fede,
non mi piego al perdono su ciò che è stato,
né ritorno alla terra calpestata bambino;
declamo preghiere al vento
oltre le colline delle Marche conduce.
 (…)

IL TRAMONTO DI UN AMORE

Lunedì, Febbraio 8th, 2010

 Amore è speranza all’amore che dona.

Io so di averti deluso.

Ma credimi non fu facile costruire l’amore

accerchiato dall’egoismo dell’uomo.

Eri così dolce nel dono della prima ora

nel dare ricevere i miei baci

nell’ardimento d’essere tu/io.

Coglievo la rosa e il sole

nel tuo corpo e nel cuore

ripetendo cento e mille volte «Ti amo»;

coglievo parole elevate al cielo

«Ti amo più dell’Universo» confermavi.

Era sogno o illusione del momento?

Non credo nell’abbandono, sebbene tardi.

Se avessimo seguito l’impulso del cuore

ora saremo nel Parnaso degl’innamorati!

Reciproco perdono invoco, stasera.

La notte scende sulla nostra vita.
 

dal “Lido Bello” di Porto Potenza Picena, 15 ottobre 2009

Mare bagnato d’illusione

Sabato, Febbraio 6th, 2010

 

Sarai tu spoglia simile all’agro d’autunno
come le cime delle vette d’estate
come la spiaggia d’inverno
di là della mia casa
che volge la cimasa alla Croazia;
di te mi sovviene il ricordo
nell’angoscia di traboccare linfa
d’un ingenuo contatto giovanile
al richiamo di sensi avvinti alle tue braccia,
vogliosa come giovenca
al primo calore d’aprirsi madre;
eppure da te sono scappato
ricercando nuovi orizzonti,
tragico addio di gioco concluso;
ormai avvinto piego il capo
su foglie di sicomoro,
la gloria mi ha tradito.
Gli uomini s’addormentano
                                              lasciando
invisibili spazi di ghirigori
sull’oscura muta rena della sera.
Mare, pur tu bagnato di illusione.

GLI ULTIMI SUONI

Domenica, Gennaio 3rd, 2010


Forse hai  ragione, padre
quando dicesti così va  la vita;
sono sempre vissuti disonesti e furbi,
prostitute e sante,
idioti e geni,
mangiatori a ufo e generosi,
guerrafondai e costruttori di pace.
Non c’è dubbio che questa è vita d’uomo.
Siamo capitati nell’eros di un istante.
                                                                Nati.
Nei giorni di vagare il Silenzio
                                   ho  scritto versi.
La clessidra consuma polvere, cala;
non ha senso sperare ancora l’ascolto.
Le voci della valle sono disparse
né scienza mi sostiene l’illusione.
Mi addormento con gli ultimi suoni.
Scendendo la notte
mi ripeto uguale a chi mi ha preceduto.
Ho convissuto con amore e odio
nell’ostracismo degli orecchi.
Sempre ricaduto vano risalire.
Molte volte rinnovato il canto,
arduo capirsi, errabondo messaggio
male interpretato se non che il figlio
- sentinella di una parola elevata –
intuito il padre per l’ottusità del mondo
raccoglie il logos per testimoniare
(…)
  

GENTE SPECIALE CHE ANNUNCIO

Giovedì, Dicembre 24th, 2009

Io sono poeta, uno dei tanti che scrive

sollecitando l’altrui emozione

e solo così l’ingiustizia si cheta

del mio nararrare Silenzio.

Croce di gente dalla Costituzione scordata

politici futili, stolti, senza cuore

per noi “diversamente stupendi”;

a volte io pure mi sperdo

nella loro logorrea stordito

pronta solo a difendere il seggio.

 

(Oh volti assenti di giorni andati,

giovani di Silenzio con me decisi

in via Gregorio VII, all’Urbe.

Abbiamo tempo per salvarci?

Non credo alle promesse:

morte parole tramonto di speranza;

anche la donna fu così raggirata

rubandole spazio di comando.

Vinciamoli per risolvere i problemi

che ci stringono cappio in gola)

 

Hanno chiamato gente di penna

per solcare rotte d’un mare di carta

con messaggi inutili di atroci mutezze.

La pietà non è degna di vittoria.

La giustizia convince l’intelligenza

confessando la nullità del loro fare

chiusi in loculi d’egoismo governo.

Non cedere mia rinvigorita ragione.

Credici sospinta dalla voce del vento

che è giunto stamani, e spazza 

miasmi di burocratici respiri.

Vogliamo democrazia,

gente nota per amore e il fare.

Io la conosco nel mio mondo,

voi dite diversamente abili.

Eh sì, sono persone grandi

vincitrici di Dolore e Ostacoli

combinati da voi per frenarli.

Non piegatevi, fratelli

io canterò versi al sole

ritornato a splendere su ogni dove

- resurrezione! -

gente speciale annuncio.

Emozione e significato

Domenica, Luglio 26th, 2009

Mi spoglio di parole
articolandone una ad una, stasera.
Le ho poi vestite d’emozione
perché comunicassero Silenzio.
Mi rivolgo a voi, fratelli afasici,
che inseguite invisibili forme nello spazio
che i ciechi non possono vedere.
Eppur indotti a inimitabili lessemi
scordando di dirvi che le mani
alzano preghiere al cospetto di Dio.
Ma la storia è uguale da secoli:
emargina ed esclude chi non parla.
Sono vincenti, con la scranna certa, senatori
e la gente che, da mattina a sera,
imbavaglia lo scemo teleutente.
Cércati un libro, guarda le tue mani
che portano messaggi
accendenti emozione e significato.

Amare di più o di meno?

Giovedì, Aprile 9th, 2009

Vorrei essere farfalla svolazzante in ogni dove, o
ape suggere ogni fiore, o
starmene immoto a recitare poesia
quando, a sera, occhieggia la luna
oltre le case sparse delle contrade
dei giorni vissuti affacciato alla ringhiera
osservando la nave salpare dal porto
col carco di sogni e il Capitano
pronto a raccontare facile navigare
quando calmo è il mare.

Tanti anni ho recitato la parte.
Confessore di tutti e nessuno.
Conosco tutte le rotte e
so che talvolta la natura varia, e
tu resti estraniato dell’assenza
quando cerchi con mano
chi vestisti di sacra promessa.
Tutte le altre parole restano mute.

Felice non più ho avuto un giorno.
Resto turbato a rincorrere voci e
mani segnanti restate trent’anni.
Tutto inizia e finisce quando si ama.
Superbia avvolta di peccato
perché amore è quello e non più
allorché tanto amato sei stato.

La Democrazia ancora violata

Domenica, Aprile 5th, 2009

Che tristezza costoro, Politici
avvantaggiati dalla parola.
Parola? No, chiaccchiera. Promessa.
Se avessi favella sciolta, io
che di essa farei?
Ti chiamerei accanto, elettore
per dirti «Scegli il migliore,
la magia sia in democrazia!».
Ciò che non hanno capito, loro!